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Se muore un lavoratore

 

La notizia della morte di un lavoratore non è solo cronaca. E’ un richiamo disperato alla coscienza civile, è una domanda inascoltata di giustizia.

Non dirò che Giuseppe Mastrullo è stato la vittima numero qualcosa dall’inizio dell’anno, perché credo sia giunto il momento di uscire da una logica statistica per comprendere, tutti quanti, che a morire sono persone e non elementi di una tabella.

Giuseppe, uscendo di casa, andava incontro a una morte evitabile, annunciata e per questo prevedibile, la morte di tanti altri prima di lui, vittime che non hanno salvato Giuseppe dal pericolo, per tornare a casa dai suoi cari la sera, come era giusto che fosse.

Tra pochi giorni sarà Natale, ma per noi che operiamo in questo settore è un Venerdì Santo. E non ci sarà resurrezione se non cominceremo a gridare forte i nomi di quanti, per lavorare, hanno dovuto rinunciare prima alla propria sicurezza e poi alla propria vita.

Se muore un lavoratore il ciclo produttivo non si ferma, e sta forse in questa debolezza che diviene impotenza, la sconfitta di quelli che, come Giuseppe, chiedono solo di poter lavorare.

Non ha senso, ora, fare richiami generici a responsabilità presunte o astratte, o demandare alle autorità competenti l’accertamento di fatti che, qualunque essi siano, non riporteranno Giuseppe ai suoi cari. La Filca, il sindacato di Giuseppe, cercherà di essere vicina alla sua famiglia soprattutto dopo i giorni delle solidarietà ufficiali e istituzionali. Dal punto di vista giudiziario, chiediamo un accertamento rigoroso della dinamica dell’incidente, e misure altrettanto severe ove fossero appurate carenze e superficialità nell’applicazione delle norme.

Ma il nostro lavoro non lascia troppo spazio alle riflessioni, e quindi, insieme alle altre organizzazioni sindacali, all’Ance e ai livelli istituzionali, occorrerà tornare con tempestività ai Tavoli deputati a mettere in campo tutte le misure necessarie per non trasformare la morte drammatica di Giuseppe in un dato statistico.

Esiste un solo modo per scongiurare questa possibilità, ed è quella che la tragedia di Bisaccia sia davvero l’ultima. Solo in questo caso, Giuseppe non sarà un numero ma resterà per sempre, e per tutti, un nome da ricordare.

 

 Il Segretario Generale

 Filca-Cisl

Crescenzo Fabrizio